Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 non parla, naturalmente, di diritto all’acqua: un concetto di questo tipo era infatti completamente estraneo alle preoccupazioni dell’epoca, concentrate sulla tutela diritti individuali, ovvero sui diritti civili e politici. 

Tuttavia, adottando un canone interpretativo più ampio, un implicito riferimento all’acqua potrebbe essere colto in alcuni passaggi della Dichiarazione: l’articolo 25, per esempio, recita

Ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari.