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Il water grabbing, o accaparramento dell’acqua, si riferisce a situazioni in cui attori potenti sono in grado di prendere il controllo o deviare a proprio vantaggio risorse idriche preziose, sottraendole a comunità locali o intere nazioni: l’acqua si trasforma in bene privato o controllato da chi detiene il potere per cui bisogna negoziare ed essere disposti a pagare. Il water grabbing rappresenta quindi uno dei processi più diffusi di violazione dei diritti umani e sociali, di appropriazione e depauperamento delle risorse idriche e naturali.

Il diritto all’accesso all’acqua, all’ambiente e ai beni comuni sono però diritti universali e inderogabili. Il contrasto a politiche economiche che limitano questi diritti passa per l’informazione dei cittadini, attraverso un’azione combinata tra ricerca scientifica, divulgazione e advocacy. Un lavoro che parte dall’acqua come legame fondamentale tra uomo e ambiente, per arrivare a svolgere un monitoraggio costante sullo stato di salute del nostro Pianeta e delle risorse idriche, beni preziosi da tutti i punti di vista, comprendendone i legami con il degrado ambientale, gli impatti industriali e gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Notizie dal mondo

L’Acqua è donna.

Brano estratto dal libro “Water grabbing – Le guerre nascoste…

Acqua bene comune?

di Marirosa Iannelli - foto di Thomas Cristofoletti A ben…